Scrivo per denunciare la situazione che ho trovato all'interno del carcere le sughere di Livorno,

Preciso che sono un medico specializzato in patologia clinica, ho iniziato  l'esperienza come guardia medica presso l'istituto penitenziario di Livorno con un certo entusiasmo e una certa dose lo ammetto di ingenuità.

Avrei creduto come chiunque si facesse un idea di questo lavoro dal di fuori che il problema reale fosse il confronto con una tipologia di pazienti (i detenuti) con un profilo di difficile gestione dal livello clinico e umano, ma mi sono nel giro di alcuni mesi reso conto che non si trattava del problema reale della tipologia del lavoro.

Mi sono ben presto ritrovato in un tunnel senza grosse vie d'uscita.

Lungi da credere che il problema di li dentro fosse proprio il rapporto medico-infermiere.

Contrariamente alla leggenda che vuole il medico una figura rispettata e con una sorta di aura e ascendente rispetto alla figura dell'infermiere, mi sono invece ritrovato a essere continuamente attaccato e preso di mira da una serie di infermiere che evidentemente per ragioni personali ritenevano di 


C'era una volta un impiegato che non sapeva di essere nato impiegato tant'è che si era permesso di laurearsi in medicina.

Lo chiamavano dottore, eppure egli aveva come l'impressione che forse di fronte a lui le magnifiche e progressive sorti che tale laurea importante gli consegnava in mano si riducessero a una figura che egli stesso faticava a decifrare, in un mondo enigmatico pieno di odio e invidia.

Dopo anche aver consegnato i suoi 4 anni alla specializzazione pensò il ''dottore'' (impiegato) di recarsi a fare una esperienza di lavoro nel fatidico istituto carcerario.

Tale scelta funesta non ebbe subito gli effetti sortiti.

All'inizio egli pareva ben accetto e accolto, e certamente pareva che la minaccia più grossa di li dentro fossero i temibili detenuti, o l'ambiente stesso, con sbarre e infiniti cancelli.

Ma se l'ingresso del paradiso ha delle chiavi, anche l'inferno ha le sue.

L'incubo iniziò quando egli si dotò delle chiavi e aprì quella porta senza suonare.

Egli si ritrovò in mezzo a tante cagnettine abbaianti, un delirio totale in cui il medico aveva ben 


Le infermiere del carcere di Livorno

Scrivo per lamentare una situazione veramente incresciosa.

Vengo a lavorare tutti giorni con impegno cercando di migliorare nel mio mestiere e di fare un esperienza nuova.

Non subito, ma mano a mano che  entro nell'ambiente mi scontro con diverse dinamiche tossiche all'interno del gruppo.

Io sono il medico e in teoria dovrei essere io ad avere il controllo della situazione, non per vezzo di potere ma per il semplice fatto che poi alla fine la responsabilità ricade sulle mie spalle.

Questo ovviamente non è possibile per mille motivazioni.

Il problema è che mi ritrovo in un ambiente in cui il medico è completamente succube del personale infermieristico, vuoi per numero , vuoi perché sono li da poco, vuoi perché sono in turno da solo a dover tenere testa spesso a 10 persone insieme a me che spesso vanno per i fatti loro e pazienza dico io, questo il ballo, balliamo.

Diventa anche spesso un problema il fatto che in assenza della responsabile si coalizzano arrogandosi loro il diritto di definire chi può fare il medico li dentro e chi no.

Ma pazienza anche quello, procedo innanzi.

Io ovviamente non arrivo pensando al ruolo o a difendere chissà quale peculiarità o velleità del medico rispetto all'infermiere, ma noto un compiacimento da parte delle più anziane delle infermiere a cercare di umiliarmi su ogni possibile a loro giudizio passo falso.

Noto invidia, risentimento, contestazione continua e pretestuosa di un autorità che francamente io non ho mai preteso all'inizio anche se mi sarebbe spettata.

Sono entrato in punta di piedi per cercare di entrare sul pezzo il prima possibile,  e la verità è che credo che a un certo punto ho superato la fase di incertezza iniziale, ma questo proprio questo non è piaciuto. 

Gli attacchi riguardavano diverse cose, per esempio le ricette, se mancava qualcosa mi veniva fatto notare in modo totalmente sgarbato, aggressivo,come fossi io un loro subordinato, come fossi un "cameriere".

Ma neanche...

Ed è qui la questione. 

Io mi formalizzo e faccio presente che il punto non è semplicemente che io sono il medico e dovrei "essere sopra di loro" il punto è che manco col corriere del glovo o con il cameriere bisogna alzare la voce e trattarli come bestie da soma.

Il punto è che la mancanza di rispetto delle persone è del lavoro è qualcosa di grave, e la mancata inosservanza dell'autorità e dei rapporti gerarchici è un aggravante, come i genitori che minacciano il professore perché ha dato 4 alle capre ignoranti e alle pecore che belano dei loro figli.

Ma loro sono dure e non capiscono e fanno finta di non capire.

Fingono che in pratica lo stronzo sono io perché sai in teoria il mobbing arriva dall'alto, ma il gioco è un altro.

Si coalizzano sfruttando la loro gerarchia interna che invece è rigida e ben funzionante.

Io non voglio mettere in discussione il ruolo dell'infermiere che è prezioso, e per carità ci mancherebbe,  mi interessa il giusto questo presunto, ambiguo rapporto di superiorità gerarchica.

Tuttavia vanno messi i puntini sulle I.

Io non devo pagare delle frustrazioni di altri, e dalla fine del covid il medico ha smesso di essere l'angelo della corsia per tornare a essere il povero diavolo che era un tempo. 

E curiosamente e neanche tanto, in questo caso l'attacco è derivato dal personale infermieristico.

Il medico di guardia è lì in quell'istituto di pena solo per essere la discarica delle responsabilità di cui altre figure  non vogliono prendersi, tanto la firma è tua, devi preparare la ricetta il foglio del pronto o qualsiasi cosa.

È il medico che ci mette la faccia di ogni disservizio o problema e si prende la rabbia dei detenuti.

Ma la pazienza,  francamente immensa,con loro non vacilla.

In effetti,che vuoi fare con loro?

Ma la pazienza enorme incomincia a esaurirsi con altre persone e altre situazioni. 

Mi ritrovo dunque in questa situazione tossica in cui qualsiasi problema viene amplificato con urla e discussioni inutili dalle infermiere specialmente del mattino, in una Cacofonia quotidiana di urla e musica a tutto volume come fossimo allo zoo comunale e non in un ambiente delicato come un carcere.

Chiaramente devo precisare che non tutto il personale infermieristico si comporta in questo modo e trovo anche persone che mi si impegnano sinceramente nel loro lavoro e che mi aiutano e collaborano in questa lotta quotidiana.

Ma purtroppo anche loro sembrano essere ostaggio delle altre che vogliono mantenere un caos in cui in sostanza comandano loro (e fanno il meno possibile).

Il principio base è che meno si lavora e meglio è per cui ogni qualvolta si disturbano lorsignore che al pomeriggio giocano alla partitina del burraco è chiaro che ti pigliano in ghigna.

Nello zoo comunale io a un certo punto (dopo un pò di mesi) abbozzo delle proteste più o meno rabbiose al delirio e alla mancanza di rispetto che vedo per il mio lavoro.

Io cerco di mettere sul piatto il mio impegno il fatto che faccio un numero molto alto di ore li tutti i giorni ma alla fine in realtà è da questo come da altro che parte l'inghippo, io lavoro e in un certo senso questo atteggiamento di solerzia non è mai ben visto da chi non ha voglia di fare un cazzo.

E questa cementa il gruppo nel bullismo che a un certo punto quando calano le maschere incomincia a serpeggiare

Fatto sta che ogni minimo errore è attaccato con veemenza, e non si tratta di errori clinici, di errori sul piano della gestione del paziente, si tratta di aspetti organizzativi che per carità sono importantissimi, ma hanno il dettaglio di non essere necessariamente una competenza medica.

Insomma, se io lavoro al posto tuo e sbaglio...ti senti in diritto di bullizzarmi?

La stu se non è compilata come vogliono loro, le terapie in affido.

Tutta roba che per carità eh, io non mi sono mai sottratto né avevo problema alcuno a fare il problema erano le modalità bulleggianti con le quali ogni errore diventa oggetto di grida e attacchi violenti.

Il mattino senza neanche dire buongiorno ti buttano in faccia la ricetta, manca questo.

Ripeto, dopo  diversi mesi provo a abbozzare una critica a questa gestione che in teoria io sono il medico, e non il cameriere o il corriere del glovo, e polemizzo su ciò. 

Il giorno dopo, fantozzianamente e inquietantemente mi ritrovo un bigliettino anonimo lasciato sulla macchina con su scritto che puzzo e dovrei lavarmi.

Questo in un ambiente pieno di muffe, schifo, strani odori e personale infermieristico che ti fuma in faccia anche in infermeria con le finestre chiuse.

Questo dopo le ennesime 12 ore di turno.

Si dice che il lavoro rende l'uomo libero e infatti a furia di lavorare mi ritrovo in un carcere con camera a gas, ma le bullette mettono il foglino anonimo sull'auto perché il medico da Gasare ha il vezzo di puzzare prima di crepare.

Lontani dall'immagine da rotocalchi che l'infermiera asciuga il sudore al chirurgo, ora gioca a carte e gli mette i fogli sull'automobile dicendogli che puzza, ma che belle persone!

Ma che cuore!

Ma che gioia!

Chiaramente non la prendo benissimo.

Con un sardonico umorismo più dettato dalle beffe del destino che non dalla loro stupidità trattasi di un foglio intestato a carta del ministero della giustizia. 

Si scopre chi sono le "colpevoli" e la responsabile le riprende facendo presente che forse questo utilizzo del foglio del ministero della giustizia per scrivere quelle parole raggiunge il colmo dell'idiozia e del grottesco,  ma loro capiscono che in pratica dovevano usare un altro foglio o gridarmelo addosso in uno dei corridoi di quel posto, come fanno di solito.

Se tu fai una cosa del genere a un corriere del glovo perché corre e suda al posto tuo, perché tu hai culo pesante, sei uno sfruttatore, un essere vile.

Se tu lo fai con un medico che cosa sei?

Sei peggio.

È un aggravante.

Il personale sanitario svolge un lavoro di cura, questi atteggiamenti sono pericolosi, se tu sei un infermiere non puoi permetterti di fare una cosa simile.

Se tuo padre o tua madre finiscono nelle mani di persone simili e fossero incontinenti, ti fidi che non bullizzino pure loro, per divertimento,  per cretineria o per cosa sa solo Dio.

È un mondo brutto sono persone brutte e io non le posso cambiare.

Ma fare passare questo insieme di episodi di bullismo e idiozia come goliardate anche no.














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