Asincronicità
Le lucciole si illuminavano pulsanti a fianco di lui mentre camminava nel buio della vallata.
Notava come brillassero di una luce pulsante, erano tante e alcune galleggiavano lasciando nel vuoto buio degli impulsi luminosi sincroni altre invece procedevano ad un ritmo tutto loro, notava come nell'oscurità gli impulsi sincroni tendessero gradatamente ad avvicinarsi mentre le altre rifluivano in correnti misteriose quanto solitarie e scoordinate.
''Oggi che giorno è?''
Si chiese.
Certe persone sono perse sepolte nelle sabbie dei deserti del passato, certe altre vivono nel futuro, o dicono i saggi bisogna stare nel presente.
Ma lui voleva vedere coi suoi occhi e sentire con le sue orecchie e comprendeva che se bastasse una verità semplice come quella il mondo avrebbe dischiuso le porte della felicità a tutti, cosi' non era.
Arrivò un messaggio da lei il cellulare si illuminò.
''Vieni domani alle 19 e 45?''.
''No domani non posso''.
''I cellulari hanno il dono di replicare la luce delle lucciole quando si illuminano sincroni ai quattro angoli del globo, ma i cuori battono a ritmi diversi''.
La radicale solitudine di ogni essere umano, di ogni cosa, di ogni cellula del corpo, di ogni atomo era li, nello scorrere del tempo, il tempo che cos'era poi se non il punto di divergenza di un sentiero di tempo, una divergenza nello scorrere per un singolo atomo, un aritmia nel cuore dell'universo, quello che per me era un attimo per te durava tutta l'eternità.
''Tu invece ci sei giovedì mattina?''
''No non posso esserci''.
''Ti piace questo pezzo musicale?''
''No non ci trovo nulla''.
La metrica di tempi diversi permetteva a pochi di ballare la stessa danza giacche orecchi diversi nella stessa musica non sentivano lo stesso ritmo.
Aveva trascorso gran parte della sua esistenza a cercare una magia nell'universo, a cercare di comprendere le sue regole, le lucciole galleggiavano nel buio della notte creando una sinfonia di luce che in verità era la realtà della loro solitudine, brillavano apparentemente sincronizzandosi fra due di loro, ma era un attimo e poi il loro battito di luce prendeva ritmi diversi nella notte.
''C'è un ora della notte cui le lucciole smettono di brillare''?
Quando brilla la lucciola del sole del giorno.
Prese una lucciola in mano e la liberò.
Si sentiva uno stupido e impotente di fronte a questa verità dell'universo.
Ebbe un intuizione.
Ogni giorno la quantità di tempi sincroni per due entità differenti dell'universo, incrementa.
Lo scorrere del tempo globale, quello che i fisici chiamano entropia era data da un altro orologio che si metteva a ticchettare diverso.
''Tu ci sei giovedì mattina?''
Si illuminò il cellulare.
''Si ci sono.''
Giovedì mattina si presentò e nessuno era li ad aspettarlo.
Forse non era un giovedì mattina per lei.
Il Buddha della valle era sempre molto scocciato e quel giorno non sembravano ancora esserci tracce d'acqua fresca dalla sorgente del cuore del deserto.
Prese la polvere e la fece cadere, accese una sigaretta e cominciò a guardare le volute del fumo osservando le volute del fumo.
Arrivò il vento e accese di rosso la sigaretta disperdendo le volute di fumo.
Le lucciole presero a illuminarsi in modo differente, venivano disperse come ricordi, quasi non esistevano più al limitare del cielo.
Il Buddha della valle era sempre molto scocciato e riaggiustò la fonte che era nel pozzo, sopra il deserto.
Incominciò a piovere.
''Ci sei domenica sera?''
''Si ci sono.''
Oltre le colline i due cellulari si erano illuminati praticamente in sincrono.
Tanti cellulari si illuminavano nel buio della rete ma alcuni si illuminavano in sincrono.
Il Buddha della valle continuava a essere contrariato, aveva aggiustato la fonte sopra il deserto ma la pioggia scendeva a poche gocce alla volta, le lucciole sembravano ubriache e confuse e la loro danza più che un atto di amore pareva un gioco di fuga.
Le pupille del Buddha della valle si dilatarono.
''Qui non c'è un enigma da risolvere''.
''Perché è insolubile''.
Disse accendendo il cellulare.
La domenica sera oltre le colline di fronte al mare si incontrarono.
Il Buddha lanciò per terra due monete.
Se ne formò una terza.
Quella domenica ebbene un amplesso e generarono un figlio.
Smisero di amarsi da quando successe e smisero di incontrarsi
Non c'era soluzione all'enigma, ogni puntino aveva un tempo diverso, e quando sembravano allinearsi era perché se ne generava uno nuovo.
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